Furto in Albergo, è responsabile l’albergatore

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In caso di furto in alberto è dovuto il risarcimento danni da parte dell’albergatore

Finalmente resa giustizia ai tanti utenti/viaggiatori che hanno subito il furto in camera di soldi e/o gioielli e/o altri beni di valore.
I Giudici della Corte di Cassazione, difatti, con l’ordinanza n. 23520/2015 del 17.11.2015, che riprende una sentenza della III sezione, ossia la n. 5030/2014, hanno precisato che il proprietario dell’albergo è responsabile se, dalla camera presso la quale è ospite il cliente della struttura, spariscono oggetti e beni di valore, a prescindere dall’uso della cassaforte.

Quindi, a nostro avviso, se in camera o in qualunque altra parte dell’albergo vi sono cartelli del tipo “La Direzione non risponde per eventuali furti di oggetti lasciati nelle stanze … o di oggetti non lasciati in custodia”, si tratta di avvisi non aventi di fatto alcun valore giuridico.

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Si tratta ovviamente di dichiarazioni unilaterali dell’albergatore, ossia di dichiarazioni che sotto il profilo legale valgono finché valgono. Un conto, infatti, è “lavarsi le mani” formalmente per eventuali furti in albergo, un altro conto invece è verificare se, nel caso in cui una tale evenienza colpisca lo sfortunato ospite, effettivamente possa essere invocata una qualche responsabilità dell’albergatore.

Difatti la legge italiana espressamente attribuisce all’albergatore una precisa responsabilità in caso di furti avvenuti all’interno della struttura ricettiva, e ciò in virtù dell’obbligo di custodia gravante su chi fornisce le prestazioni alberghiere.

Ai sensi dell’art. 1783 codice civile “Responsabilità per le cose portate in albergo”, gli albergatori sono responsabili non solo di ogni sottrazione, ma anche di ogni deterioramento e distruzione delle cose portate dal cliente in albergo, sia se le cose si trovano in hotel, sia se le cose sono nella custodia dell’albergatore fuori dalla struttura durante il soggiorno.

Questo perché è richiesta in capo all’ albergatore una responsabilità per le cose consegnate in custodia. Come ha precisato la Suprema Corte, il responsabile di una struttura alberghiera risponde per i furti subiti dai clienti all’interno delle stanze qualora i ladri si siano introdotti facilmente in albergo grazie alla superficialità e alla negligenza mostrata nei controlli dal personale. In poche parole, ai fini della responsabilità, è richiesta la colpa (cioè una negligenza) dell’albergatore, come indicato dall’art. 1785 bis c.c.

Secondo le norme civilistiche, espressamente richiamate anche dal Codice del Turismo all’art. 45, la responsabilità a carico dell’albergatore è limitata al valore dell’oggetto deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata (art. 1783 c.c.).

Il limite della responsabilità previsto dalla legge a carico dell’albergatore, pertanto, è la piena risarcibilità dell’oggetto fino all’equivalente di 100 (cento) volte il prezzo di locazione dell’alloggio al giorno; a meno che non risulti la colpa dell’albergatore o dei suoi ausiliari o dei suoi familiari, nel qual caso la responsabilità è illimitata.

In ogni caso il cliente ha l’obbligo di denunciare il fatto all’albergatore senza ritardo ingiustificato, altrimenti non potrà avvalersi delle disposizioni di legge a suo favore.
Naturalmente è necessario provare che il furto sia stato commesso e fornire prova del valore degli oggetti rubati (ad es. attraverso fatture, scontrini, garanzie o perizie nei casi in cui si tratti di oggetti antichi e di valore).
La responsabilità, invece, diventa illimitata (art. 1785 bis C.C.) qualora risulti la colpa dell’albergatore o dei suoi ausiliari o dei suoi familiari (ad es. omessa vigilanza sulle chiavi delle camere). E’ inoltre illimitata nel caso in cui gli oggetti sottratti siano stati preventivamente consegnati al direttore dell’albergo affinché li custodisse in cassaforte oppure quando ha rifiutato di ricevere in custodia le cose che aveva l’obbligo di accettare come: carte valori, danaro contante, oggetti di valore.

Solo quando il furto, il deterioramento o la distruzione siano dipesi direttamente dal cliente o dalle persone a lui collegate (suoi accompagnatori, anche a servizio; suoi visitatori) o da forza maggiore o dalla natura della cosa, l’albergatore non ne è responsabile.

Il caso sottoposto all’attenzione della Corte è molto particolare, in quanto i ladri erano riusciti a introdursi in albergo in un’ora – le otto del mattino – in cui di solito vi è afflusso di clienti alla sala colazione, ma non necessariamente alla reception. Di conseguenza i dipendenti addetti alle funzioni di ricevimento e portineria avrebbero dovuto – secondo quanto sottolineano gli Ermellini – eseguire un controllo ed una vigilanza maggiore e comunque tale da assicurare la custodia dei beni dei clienti.

Tali fatti hanno evidenziato con chiarezza la responsabilità della struttura alberghiera per superficialità e negligenza nei controlli, in spregio al dovere di vigilanza che incombe sull’albergatore.
Per suddette ragioni l’albergatore è stato condannato a risarcire il consumatore/ viaggiatore.

Una vicenda simile era stata già sottoposta molto tempo prima alla Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 19769 del 2003  ha statuito in merito al furto subito da un cliente narcotizzato durante la notte nella sua stanza d’albergo da ignoti che gli avevano sottratto un orologio ed una cospicua somma di danaro.

Il cliente, a seguito dell’evento, era stato trovato in stato confusionale e  gli veniva riscontrata una sindrome depressiva ansiosa connessa a disturbi vegetativi.

Pertanto, il cliente agiva avanti il Tribunale, che, all’esito del giudizio, condannava l’albergatore al risarcimento a favore del cliente dei danni subiti nonché al risarcimento del danno biologico e delle spese mediche sostenute.

La Corte, già in tale occasione, ha avuto modo di sottolineare che il cliente, che non ha l’obbligo di affidare le cose portate in albergo all’albergatore (Cass. n. 1684-1994), ma che nel caso in cui lo faccia e le stesse vengano sottratte ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

In conclusione, la responsabilità dell’albergatore è affermata per il fatto dell’introduzione delle cose in albergo, in conseguenza del contenuto del contratto alberghiero in cui è compreso a carico dell’albergatore l’obbligo accessorio di garantire il cliente da eventuali danni alle cose stesse.

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