Un’imposta unica comunale al posto di Tari e Tasi; è quanto annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’ennesima rivoluzione in materia potrebbe partire già dal prossimo anno. Per l’Anci l’ipotesi è plausibile solo nella misura in cui si assicurerà un sistema sostenibile.
“Un vero riordino sulla Tasi – fa sapere l’Associazione nazionale comuni italiani – è la benvenuta, ovviamente a condizione che si assicuri un sistema semplice, sostenibile e duraturo per la generalità dei Comuni e che non si comprometta ancora una volta la possibilità di approvare i bilanci in tempo utile per gestire gli Enti”.
Le stime sul peso della Tasi per le famiglie sono divergenti: tutto dipende dal Comune di riferimento, compreso il meccanismo delle detrazioni (la Uil parla di 75 mila diverse combinazioni di detrazioni), e il dato su quanto dovranno pagare i cittadini è molto vario. Secondo la Uil, ad esempio, per una casa accatastata in A3, il costo medio della Tasi sarà di 129 euro (contro i 110 euro dell’Imu 2012) mentre per una casa in A2 si pagheranno 293 euro (contro i 333 euro in media pagati con l’Imu nel 2012).
L’Anci però dà stime diverse e parla di una spesa di circa 184 euro annui.
“La variabilità delle aliquote e delle detrazione della Tasi sull’abitazione principale – dovuta alla legge nazionale che ha abolito il livello di detrazione minimo obbligatorio – è tra i principali motivi della grande confusione delle notizie di stampa”
Nella stessa direzione va anche il commento del presidente di ‘Sos utenti consumatori’ Antonio Ferrara. «Qualsiasi ipotesi che tenda a semplificare la vita dei cittadini non può che essere accolta con favore». Ovviamente non mancano i distinguo, i cambiamenti prodotti al mero scopo di arginare situazioni di emergenza non servono a nulla. Occorrono – sottolinea – riforme che tengano conto degli interi impianti normativi che su di essi si reggono».