“Autorità di regolazione dei trasporti” nasce il nuovo organo a tutela di chi viaggia

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Sos utenti consumatoriSi chiamerà “Autorità di regolazione dei trasporti” l’organismo che a partire dal 21 maggio si occuperà della tutela dei diritti dei passeggeri nell’ambito del trasporto ferroviario così come stabilito dalle norme comunitarie. A prevederlo è il decreto legislativo n. 70 dello scorso 17 aprile; così come pubblicato in pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’organo è chiamato a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento comunitario e responsabile delle sanzioni previste. Ritardi, coincidenze perse, soppressione dei treni, responsabilità sui bagagli e obblighi informativi ai passeggeri saranno solo alcuni degli aspetti della qualità del trasporto di cui si occuperà il garante.

Degne di nota i poteri di cui potrà disporre l’autorità per la tutela del viaggiatore.

L’ente potrà infatti acquisire dalle imprese ferroviarie, dal gestore dell’infrastruttura o da qualsiasi altro soggetto informazioni e documentazione nonchè effettuare verifiche e ispezioni presso le imprese ferroviarie o il gestore dell’infrastruttura. Riferirà inoltre anche al Parlamento per ciò che concerne l’attività svolta.

Possibile anche che siano direttamente i passeggeri ad invitare l’autorità ad accertare eventuali inadempienze.

Il decreto stabilisce che “ogni passeggero, dopo aver presentato un reclamo all’impresa ferroviaria, trascorsi trenta giorni dalla presentazione può presentare un reclamo all’Organismo di controllo per presunte infrazioni al regolamento, anche avvalendosi di strumenti telematici e di semplificazione, secondo modalità tecniche stabilite con provvedimento dell’Organismo di controllo adottato entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto. L’Organismo di controllo istruisce e valuta i reclami pervenuti ai fini dell’accertamento dell’infrazione”.

L’Autorità dei trasporti determina l’importo delle sanzioni. “Le somme derivanti dal pagamento delle sanzioni sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione in un apposito fondo da istituire nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per il finanziamento di progetti a vantaggio dei consumatori dei settori dei trasporti”.

Da 200 a 1.000 euro la sanzione a carico dell’impresa ferroviaria per l’inosservanza dell’obbligo relativo alla possibilità di trasporto delle biciclette a bordo treno.

Da 2.000 euro a 20.000 euro è l’ammontare della multa allorquando non si pubblicizzi la soppressione di un servizio.

Da 1.000 euro a 5.000 euro è l’ammenda nel caso in cui non si rispettino gli obblighi informativi relativi al viaggio.

Da 1.000 euro a 5.000 euro è la penalità a cui va incontro l’impresa ferroviaria allorquando si applichi un sovraprezzo al biglietto acquistato a bordo del treno. Quest’ultima ipotesi si verificherà solo allorquando non sia disponibile nella stazione di partenza o in prossimità della stessa alcuna modalità di vendita dei biglietti.

Da 50.000 euro a 150.000 è la cifra che dovranno pagare le imprese ferroviarie in caso di inosservanza dell’obbligo di copertura assicurativa minima in relazione ai bagagli.

Da 2.000 euro a 10.000 euro è l’ammontare delle multa nel caso in cui i passeggeri non siano informati dell’entità dei ritardi, delle soppressioni o delle coincidenze perse.

Atre sanzioni riguarderanno poi la violazione degli obblighi relativi ai diritti delle persone con disabilità, degli obblighi su sicurezza, reclami e qualità del servizio nonchè degli obblighi informativi sui diritti dei passeggeri.

Soddisfatto ma con cautela il presidente di Sos utenti consumatori Antonio Ferarra.

“La vera priorità è la tutela del passeggero. Colpire le aziende che si occupano del trasporto pubblico con multe risibili significa, aggirare ancora una volta il problema. E’ necessario creare dei presupposti affinchè si assicurino ai cittadini un servizio efficiente. In ogni – caso conclude – i provvedimenti adottati sono pur sempre meglio rispetto al nulla”.